Storia
“Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare” Storia

Una storia lunga 130 anni.

Fondata sulle orme di Don Bosco, una missione educativa fatta di formazione permanente, sport e cultura

Il “San Francesco di Sales” di Catania è la terza casa salesiana ad essere stata fondata in Sicilia, dopo il “S. Basilio” di Randazzo (1879) e il “S. Filippo Neri” di via Teatro greco in Catania (1885). L’Istituto di Cibali fu costruito ex novo, sullo stampo di Valdocco, configurandosi come comunità educativa che accoglie studenti ed artigiani e assumendo sin da subito il ruolo di centro propulsore dell’espansione dei salesiani in Sicilia. Don Bosco commenta così questa nuova presenza dei suoi figli a Catania: «[…] con l’aiuto della divina provvidenza e col concorso della carità e generosità cittadina, un grandioso Ospizio e Casa di arti e mestieri a benefizio dei poveri giovanetti del popolo, i quali coll’istruzione vi apprenderanno pur anche a guadagnarsi onoratamente il pane della vita e saranno d’appoggio della famiglia ed una guarentigia sicura pel benessere di tutta la città».

L’Istituto “San Francesco di Sales” vanta un’illustre tradizione educativa e culturale.
Grandi educatori salesiani hanno lavorato con intelligenza e passione, formando innumerevoli schiere di giovani alla vita civile ed ecclesiale.
Molti allievi, ora Ex Allievi, hanno occupato in passato e ricoprono attualmente ruoli e mansioni di grande prestigio e responsabilità nella Chiesa e nella Società civile.
Ancora oggi il “San Francesco di Sales” continua il proprio servizio educativo, culturale e socio-religioso a favore della gioventù dell’hinterland catanese, portando avanti la medesima missione educativa.

Albo signanda lapillo dies

Anno dopo anno, la cronistoria dell’Istituto San Francesco di Sales di Catania così come ricostruita a partire dai documenti a disposizione e dalle memorie dei testimoni.

1889
1889. L'inizio della costruzione

Ad anno dalla morte di Don Bosco, inizia la costruzione dell’edificio centrale in una posizione incantevole che guarda da una parte all’Etna e dall’altra al mare, «sulla via che dalla piazza S.Maria di Gesù va alla vicina borgata di Cibali, in mezzo agli orti e ai giardini di limoni che rendono incantevole la località» (1). Fu costruito su un terreno donato dal sacerdote catanese, canonico Placido Piccione, che aveva lasciato anche dei beni a questo scopo.
Un inizio difficile, con il ricorso alla S. Sede per dirimere alcune questioni amministrative sollevate da quanti erano stati indicati come esecutori testamentari del benefattore (2).

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1893. La visita di Don Cagliero

Nel mese di aprile, arriva in Istituto per la visita canonica Don Cagliero, che sarà, tra i figli di Don Bosco, il primo vescovo e il primo cardinale.
In questo periodo, nonostante varie difficoltà, sia la sezione artigiani sia quella degli studenti si consolidano.

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1894. Cibali sede ispettoriale della Sicilia

Con l’Ispettore, Don Giuseppe Bertello, Cibali diventa la sede ispettoriale della Sicilia.
Viene preferita la città di Catania e la casa di Via Cifali per i collegamenti ferroviari e marittimi e per la prevalenza dell’espansione del carisma sul versante orientale e ionico.
A quei tempi il numero degli interni era di 146, di cui 33 gratuiti.

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1899. Due innovazioni

In data 27 gennaio e 16 febbraio «Si stabilisce che tutti i giovinetti, specialmente i più grandi, servano la S. Messa e siano adibiti alle altre funzioni, onde alimentare lo spirito di pietà e le vocazioni.[…] Per tenere animate le ricreazioni, si decide di introdurre il gioco della palla e la coltivazione delle aiuole».

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1910. La morte di Don Michele Rua

Il 6 aprile arriva il telegramma di Don Filippo Rinaldi che annuncia la morte di Don Michele Rua, primo successore di Don Bosco. Il 9 maggio nella Cattedrale di Catania in Cardinale Francica Nava celebra la messa esequiale in suo onore.

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1914. Scosse di terremoto dell’Etna

Viene fabbricato nell’orto il mulino con annessi panetteria e pastificio. Il 13 febbraio arriva Don Paolo Albera, secondo successore di Don Bosco.
L’8 maggio nella Cronistoria si annota quanto segue: «Verso le ore 19 vi fu una discreta scossa di terremoto, prodromo forse di una eruzione, giacché sulla cima dell’Etna appare un lungo pennacchio di fumo. I ragazzi, presi dalla paura, scappano dallo studio sulla prima terrazza e, scivolando lungo le colonne, vengono ad ammassarsi in cortile, gridando. Nessuna disgrazia e molta paura soprattutto dei piccoli» .

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1923. 200 studenti l’anno

Il 22 febbraio, Don Rinaldi, terzo successore di Don Bosco, viene a visitare l’Istituto. Per interessamento dell’arcivescovo di Catania il card. Francica Nava, la sezione degli artigiani trova una nuova e più idonea sede presso la nuova opera “S. Cuore”, nella zona di Barriera, mentre gli studenti rimangono al “S. Francesco di Sales” raggiungendo ogni anno il numero di circa duecento.

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1926. Casa “S. Francesco di Sales”

Nel mese di marzo viene ospitato Don Gian Battista Montini, assistente nazionale della FUCI, futuro Papa Paolo VI. Dal 16 al 18 aprile è celebrato un Convegno exallievi per il Giubileo d’oro delle Missioni salesiane. Il 28 maggio il Rettor Maggiore Don Filippo Rinaldi firma il Decreto di erezione canonica della Casa “S. Francesco di Sales”

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“L’educazione è cosa di cuore e solo Dio ne possiede le chiavi”
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